La ControFinanziaria di Sbilanciamoci!

Il 28 Novembre, a Roma, è stata presentata la Contro Finanziaria della campagna Sbilanciamoci!

Il movimento Sbilanciamoci!, nato nel 1999 e composto da oltre 48 organizzazioni per impegnarsi a favore di un’economia di giustizia e di un nuovo modello di sviluppo, pubblica oramai da 12 anni il suo rapporto annuale “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace e l’ambiente” .

In sostanza, durante i lavori della camera per l’approvazione della finanziaria, viene esaminata ed elaborata una controproposta su come Sbilanciamociimpiegare le risorse per perseguire degli obiettivi di giustizia, equità e sviluppo per ripartire non inseguendo una crescita illimitata dei consumi, ma per uno sviluppo qualitativo, per un piano di investimenti di lungo periodo e per una riconversione dell’economia in direzione di una reale sostenibilità economica e sociale.

Il rapporto annuale 2013 parte dall’analisi della situazione critica in cui versa l’Italia, analizzando il problema delle politiche di austerity imposte dalla Comunità Europea, in ultimo il fiscal compact, entrato in vigore nel 2013, che impone ai governi dei vincoli di bilancio, la riduzione del debito pubblico e del rapporto deficit/PIL e debito/PIL.  Ma il momento di depressione stessa rende impossibile rispettare questi obiettivi, anzi queste politiche restrittive peggiorano la situazione macroeconomica sottraendo sovranità agli Stati membri impedendogli di attivare misure di politica economica espansive. Il risultato è stato un peggioramento di tali indicatori, a dimostrazione del fallimento di questa impostazione scelta dall’Europa.

L’altro ragionamento significativo riguarda le cause di questo momento: si stanno imponendo dei tagli drastici alla spesa, come se la crisi globale fosse stata provocata da questo e non da una finanza malata che ha giocato al casinò con i nostri soldi, rischiando all’eccesso sapendo di essere “too big to fail” . Quindi si taglia il welfare, si tagliano i fondi per il rilancio dell’economia, mentre il settore della Finanza continua indisturbato ad operare, ottenendo anche flussi enormi di denaro dalla BCE che non vengono utilizzati a loro volta dagli istituti di credito per riattivare i finanziamenti a famiglie e imprese per sostenere l’economia reale.

Il report passa dunque ad un’analisi della Finanziaria del governo Letta, e poi procede con le proposte. Il risultato, una Finanziaria da 24 miliardi di Euro (molto più importante di quella reale), dove si tenta di spostare ingenti quantità di risorse da settori come la Difesa, gli armamenti, i patrimoni e le rendite, a settori che oramai da anni sono “spolpati” a suon di tagli: cultura, welfare, sanità, fiscalità a favore delle fasce di reddito più basse.

Con un saldo netto positivo di oltre 100 milioni di Euro. A dimostrazione che si può fare.