Cronache dell’azzardo dal Parlamento

DA CHE PARTE SONO?

Di Cinzia Teora*

Il 12 Marzo, Slotmob ha assistito in prima persona a quella che è stata la discussione di varie mozioni in materia di gioco d’azzardo con annesse dichiarazioni di voto nelle quali, nonostante le belle parole, i deputati hanno dovuto scegliere da che parte stare…I inutile dire che quanto detto dal Governo è stato approvato dalla Camera, a pieni voti! Gli onorevoli più coerenti con quanto affermato e votato in Camera durante la discussione e nei mesi passati, sono stati: M5S, SEL e dei propri partiti unicamente Binetti, Basso e qualche altra voce fuori dal coro.

Il sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze, Pier Paolo Baretta ha iniziato con la premessa: “tutti i colleghi sanno che tra pochi giorni il Governo presenterà alle Commissioni riunite di Camera e Senato il testo del decreto applicativo dell’articolo 14 della delega fiscale; avremo, di conseguenza, due mesi di tempo per una discussione approfondita. Inoltre, in queste settimane c’è stata la presentazione dei filoni guida alla Bicamerale, abbiamo incontrato l’intergruppo parlamentare e lo rincontreremo tra alcuni giorni. Questo per dire che la discussione di questa mattina, che considero molto utile anche per il Governo, si inserisce in questo percorso e risente di questo percorso.”

Considerando che le votazioni sono avvenute secondo la legge de “il grido più forte” della propria fazione, e che i voti siano stati dati senza la benchè minima idea di ciò per cui si votava (nessuno aveva davanti a sé fogli o fascicoli che potessero indirizzarli), si può parlare di una votazione scrupolosa e meticolosa costruita durante le puntuali discussioni avvenute in aula, dove la maggioranza del PD ha votato esattamente secondo le direttive date da Baretta ad inizio lavori. Certo, è stata veramente utile sottosegretario!

Comunque, abbiamo tirato le fila dai risultati di ieri, vedendo quali sono stati i passaggi approvati e respinti dal Governo (e quindi dalla Camera) delle varie mozioni.

È stato respinto:

  1. il rispetto della distanza minima di 500 mt. di sale slot da luoghi sensibili proposto da Mantero, Binetti, Nicchi, Palese;
  2. il limite al proliferare di nuovi giochi proposto da Mantero, Binetti, Vargiu, Rampelli;
  3. le iniziative contro il riciclaggio del denaro proposto da Mantero e Rondini, anche se hanno approvato la possibilità di poter parlare di “ipotetici collegamenti con la criminalità organizzata”, ma da accertare che sussistano eh…
  4. la “tessera del giocatore” proposta da Rampelli, per il monitoraggio dei movimenti del giocatore nei limiti della privacy, un po’ come quella che propone il Sen. Giovanni Endrizzi di M5S tramite tesserino elettronico;
  5. la possibilità di dotare i sindaci e giunte comunali di poteri di controllo maggiori in materia;
  6. l’agevolazione dell’iter per le proposte di legge riguardanti il gioco d’azzardo ha avuto la peggio!

Ah, per la pubblicità non se ne parla ancora. Lasciatela stare così come sta, che non da fastidio a nessuno!

Capoverso a parte merita questa: è stata respinta la possibilità di impedire la vendita di “Gratta e Vinci”nelle Poste Italiane. Lascio a voi i commenti.

Poi a seconda del capoverso scritto nel modo più carino, hanno deciso di respingere ad alcune mozioni la possibilità di costituire fondi per finanziare i costi derivanti dal gioco d’azzardo come nel caso della proposta di Rondini, mentre accettare quelle di altri (casualmente erano quelli più vaghi, però non è stato fatto apposta) come nel caso di Vargiu o Rampelli; stessa cosa è avvenuta per la possibilità di istituire un osservatorio che rediga delle informazioni annuali per il monitoraggio del fenomeno, approvato per Mantero e Garavini ma bocciato per Vargiu.

Come sempre, le più quotate sono state le proposte volte alla cura, riabilitazione e gestione di ludopatici e annessi, perché si sa che per i nostri politici, che hanno una sensibilità molto sviluppata, “la salute prima di tutto”. Hanno approvato a piè pari la mozione della Garavini, definibile come “di tutto un po’”, in assoluto la più generica e asettica presentata. Anche la formazione e sensibilizzazione nelle scuole ha riscosso approvazione, e si iniziano ad intravedere dei segni di tutela verso i minori, ma niente di esagerato! Magra consolazione è l’approvazione della possibilità di rimuovere sale slot nelle città, in base al numero di cittadini, diciamo che è come se si stabilisse un numero di slot pro-capite da rispettare. Quasi tutti gli impegni approvati erano presenti nelle mozioni dei vari parlamentari, ma hanno preferito quelle con un tono più “soft”.

Tutto è stato molto demotivante, perché assistendo alle discussioni sembrava che ognuno avesse un’idea ben precisa, contraria al gioco d’azzardo e volta a migliorare la situazione; ma in sede di voto (quado magicamente la Camera si riempiva), i risultati erano tutt’altro che sovversivi, infatti si adattavano perfettamente al parere del Governo.

Quello che è stato ottenuto il 12 Marzo in Camera, non è niente di più niente di meno di quanto già sia in atto, fatta eccezione per qualche generico capoverso in più!

* Studentessa di Economia, tesi su l’azzardo in Italia e la campagna Slotmob.