La campagna Slotmob

Combattere il gioco d’azzardo con il consumo critico e il gioco sano.

 

Era Luglio quando ci riunimmo per la prima volta per parlare di come poterci attivare come cittadini contro il gioco d’azzardo, in particolare le Slotmachines… E:)F c’era.

L’idea era venuta a Vittorio Pelligra, Luigino Bruni e Leonardo Becchetti, 3 professori di Economia con una forte sensibilità al tema della cittadinanza attiva e del voto con il portafogli. Gli elementi c’erano: qualche adesione di Associazioni, la voglia di utilizzare la logica del premio verso chi si comporta eticamente, la voglia di mettere in piedi qualcosa di utile. Mancava solo lo strumento.

Un mob. L’avevamo già fatto a Maggio con il primo Cashmob Etico con la collaborazione di Next… ci sembrava la forma migliore.

Sono passati 3 mesi, le Associazioni sono diventate più di 80, le città in cui si faranno Slotmob sono oltre 20 e crescono di giorno in giorno, il movimento si sta diffondendo e piano piano arriveremo in tutta Italia.

Il gioco è semplice: le Associazioni che aderiscono si incontrano, fanno rete, cercano un bar che ha tolto le Slotmachines (o che non le ha mai messe), coinvolgono centinaia di persone per andare a farci colazione o aperitivo per premiarlo della scelta etica che ha compiuto rinunciando ad incassi elevati, stanchi di vedere la gente rovinarsi.

Su tutto il gioco sano: biliardino, risiko, giochi tipici del territorio dimenticati… qualunque cosa, purchè sia un gioco che porti a relazionarsi con gli altri e non a spegnersi difronte a delle luci intermittenti.

Alla base c’è sempre il voto con il portafogli.

Non possiamo lamentarci di un mercato che non opera eticamente, se poi non facciamo nulla per premiare chi invece lo fa anche rinunciando ad incassi facili sulle spalle della collettività. Se iniziamo a fare colazione solo nei bar che non hanno le slot e lo facciamo tutti, questa scompariranno rapidamente dalla circolazione: quale imprenditore offre sul mercato un prodotto che non ha una domanda?

Impariamo come consumatori a chiedere, le imprese non potranno non ascoltarci.