Le riserve di Bankitalia

Le riserve di Banca d’Italia sono altissime mentre l’Italia supplica liquidità . E lo Stato aspetta in fila dietro ai gruppi bancari.

 

Le riserve ufficiali nazionali della Banca d’Italia al 2011 ammontavano a circa 130 miliardi, nostri.

Tabella Bankitalia

Facciamo presente che sono aumentate negli ultimi anni, giacché Palazzo Koch ha accantonato un altro 60% degli utili aumentando il valore della Banca stessa, assieme alla imposizione di ricapitalizzazione della Banca imposta dal Consiglio dei Ministri di ieri, con conseguente rivalutazione delle quote in mano alle Banche nazionali.

Come usarli?

Per il ministro Saccomanni il costo per raggiungere il 6% delle famiglie con un reddito minimo di sostegno alla povertà è di circa 7-8 miliardi.

Per le infrastrutture, a partire dalla messa in sicurezza del territorio nazionale (per un’analisi costi benefici consultare qui), passando per interventi di adeguamento del sistema diffuso di trasporto ferroviario, sino agli interventi di edilizia scolastica che da anni rimangono promesse non mantenute.

Per la riduzione del rapporto Debito/PIL, tanto sbandierato dal governo Letta che ha previsto dismissioni attraverso privatizzazioni per circa 12 miliardi di euro; metà di tali fondi verrebbero utilizzati per la riduzione del rapporto Debito / PIL: 6 miliardi di euro, un’inezia rispetto ai 130 miliardi di euro e oltre delle riserve della Banca d’Italia.

Purtroppo la nostra Banca Centrale, che non può fallire e che sempre sarà in utile, è dedita maggiormente a manovre atte a favorire le partecipanti piuttosto che a interventi effettivamente utili per il paese. Ci viene da dire che piove sul bagnato, visto che continuiamo a erogare contributi statali a Banche mal gestite senza pretendere lo scotto di tali sostegni e senza controllare l’operato di chi li riceve.
Emblematico il caso di MPS che, grazie a una ricapitalizzazione sul mercato che si prospetta particolarmente onerosa e svantaggiosa ha convinto l’Europa a sbloccare un sostegno statale di circa 3,9 miliardi di euro (Monti Bond) in aggiunta a garanzie per 13 miliardi.

Con i tassi di interessi rasenti lo zero e al minimo storico della BCE (allo 0,25%) ci chiediamo se non sarebbe stato possibile per lo Stato prenderne le redini ed effettuare un credito facilitato a interessi molto bassi, a fronte delle stesse garanzie che lo stato si è impegnato a profondere. Anche in questo caso tuttavia Banca d’Italia continua a difendere compatta la propria sorveglianza sull’istituto anche ai tempi di Draghi e la linea adottata in merito alle vicende della Banca Senese.