Separati… in banca

Una nuova discussione in seno al partito democratico americano si apre sulla separazione tra istituti di credito e banche di investimento, una discussione necessaria a livello mondiale. Le parole sembrerebbero virtuose, staremo a vedere nei fatti…

Il Glass-Steagal Act è una legge varata dopo la crisi del ’29 che prevedeva la separazione delle banche di credito da quelle di investimento, al fine di proporre la difesa del credito ai cittadini come un fattore di interesse nazionale. Tale legge fu abolita nel 1999 dal governo Clinton che aveva accolto fra i suoi consiglieri economici vari rappresentanti delle banche di investimento fra cui Robert Rubin, per 26 anni nel consiglio di amministrazione di Goldman and Sachs e co-chairman dal ’90 al ’92, come Ministro del Tesoro. Le grandi banche di investimento già sbavavano da tempo dietro agli asset delle banche di credito e la separazione scomparve insieme alla legge, sull’onda dell’andamento economico positivo che il governo Clinton sembrava aver impresso al paese.
 
Ecco poi che nel 2008, con il crollo di Lehman & brothers, molte banche “miste” finirono nella bufera, fra tutte Citigroup, generando quello che oggi è più o meno sotto gli occhi di tutti: credit crunch, indebitamento maggiore degli stati, grossi salvataggi continuativi al sistema bancario che ancora si fregia di azioni di quantitative easing in America e in Italia senza che i soldi arrivino a sufficienza all’economia reale. Sono riusciti a trasformare la richiesta di credito, sia dei cittadini che degli Stati, in una colpa senza che mai venisse messa in discussione l’azione di un sistema finanziario ipertrofico e criminale; senza che mai si riuscisse davvero a mettere mano alla deregulation iniziata alla fine degli anni ’80. Senza che le banche si siano poste il problema di nuovi rischi sistemici generati da un enorme quantità di prodotti finanziari a debito e da una copertura di liquidità infima!
 
Citando l’articolo di Simon Jhonson, ex capo economista de l’FMI:”Now, under the most generous possible calculation, the surviving megabanks have on average about 5% equity relative to total assets – that is, they are 95% financed with debt. Is this the major and profound change that will prove sufficient as we head through the credit cycle? No, it is not.
 
Ora a quanto pare il dibattito fra i candidati democratici è aperto e la Clinton, che ancora ha introdotto l’argomento in maniera blanda, sembrerebbe costretta ad affrontare il problema. Ma è evidente che un “nuovo Glass Steagal-Act” insieme a una legislazione attenta ai sistemi bancari ombra è più che necessario, anche alla luce della nuova analisi della FSB (Financial Stability Board, l’autorità mondiale sulla stabilità del sistema finanziario) che prevede altri 1100 miliardi di dollari di capitalizzazione per le banche “sistemiche”. Una nuova legge favorirebbe finalmente l’azione delle autorità di controllo e degli enti regolatori.
 
Di nuovo Simon Jhonson: “Building support for legislation to simplify the biggest banks would greatly strengthen the hand of those regulators who want to require more shareholder equity and better regulation for the shadows. These policies are complements, not substitutes.” 
 
Ma il dibattito in Italia? Per ora assente ingiustificato, il governo farebbe bene a cominciare a sentire le banche che già si impongono autoregolamentazioni sulle destinazioni degli investimenti (quali le popolari o le bcc) e magari rafforzarne gli anticorpi sulla trasparenza dei board, invece di pensare solo ad autorizzare le banche di investimento a mungerle fino a prosciugarle. Gli istituti e i fondi etici hanno dimostrato e stanno dimostrando la loro resilienza e stanno continuando a foraggiare l’economia reale come le banche dovrebbero fare, perché semplicemente non se ne prende atto e non le si usa come un esempio virtuoso da seguire?
Se i governi non sono in grado di farlo perché troppo esposti con il sistema Finanziario, non possiamo che farlo noi: spostiamo i nostri risparmi in banche che ci garantiscono trasparenza, una buona destinazione dei nostri soldi e un filtro all’ingresso di chi può o non può essere finanziato!