Widiba di MPS, cosa ha la “social” bank di sociale?

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MPS lancia la social bank Widiba ma non riesce a pagare le cedole ai suoi investitori.

Il Gruppo MPS sta lanciando in questi giorni la sua Banca digitale Widiba con una comunicazione giovane e accattivante che la fa passare come una banca social. In realtà Widiba non è altro che un conto corrente a zero spese che già esistono sul mercato (Webank, Fineco,ecc.) e di sociale ha solamente l’impostazione che richiama quella dei social network, per la quale la comunità di correntisti dovrebbe scambiarsi idee e accumulare punti come in un premio. Noi siamo a favore di banche diverse, che ci dicano in cosa investono i nostri soldi e che si diano delle regole di trasparenza e di correttezza che si devono pretendere da istituti di recente sostenuti da soldi e garanzie pubblici! Vogliamo poter decidere che i nostri risparmi non finanzino aziende che non creano valore aggiunto per la società o che, peggio, sulla società scaricano le esternalità negative della loro produzione (produttori di armi, aziende altamente inquinanti, concessionarie del gioco d’azzardo).

Pretendiamo inoltre che le linee di fido e i finanziamenti delle banche vengano erogati a chi se lo merita con regole chiare e chi deve vigilare controlli a chi vengono erogati; non possiamo più accettare che mentre la piccola e media impresa italiana muore, personaggi discussi e discutibili continuino a ottenere linee di fido da centinaia di milioni di euro pur avendo contratto debiti nell’ordine dei miliardi di euro (Zaleski e Zunino sono solo due dei numerosi esempi del genere in Italia, si veda la puntata di report al riguardo).

 Nel mentre  MPS ha deciso di accendere l’opzione che le ha consentito di non pagare le cedole sui bond ibridi che ha emesso sul mercato over the counter della Borsa del Lussemburgo. Indice di debolezza del gruppo senese che rischia ancor di più di creare diffidenza tra gli investitori e di dover pagare ancor più care le ricapitalizzazioni che potrebbero risultare necessarie all’istituto nel prossimo anno; si generano inoltre forti dubbi sull’efficacia della mossa di Widiba il cui successo sarà legato a doppio filo al giudizio del mercato nei confronti del gruppo.

Riteniamo che per ristabilire la fiducia con gli investitori e con i correntisti le banche in difficoltà dovrebbero lavorare fortemente sulla trasparenza, mostrare agli investitori quali siano i loro progetti futuri e che i loro progetti futuri siano connessi a un ruolo di Banca che sia tale: investire su imprese ad alto contenuto innovativo che creino plusvalore non solo economico ma anche sociale e ambientale, piuttosto che spendere altri soldi su rischiosi e complessi strumenti finanziari che sono aleatori e che creano danni giganteschi al sistema finanziario e all’economia reale di conseguenza. Questo non solo stabilizzerebbe l’andamento della banca nei prossimi anni, permettendole di fare pianificazioni di rientro e sviluppo a lungo termine, ma anche ripagherebbe con contingenze positive lo Stato che l’ha sostenuta e gli investitori che le hanno dato fiducia.